
ASDEC ETS/ASD
Associazione Scafi d’Epoca e Classici ETS/ASD
Piazza Miani, 5 – 20143 MILANO (ITALY)
MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA
PREMESSA
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva (di seguito MOCAS o il Modello) – unitamente al Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione (di seguito Codice di condotta) – è stato redatto dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafi d’Epoca e Classici ETS (di seguito Associazione o ASDEC ETS/ASD o, brevemente, ASDEC), in esecuzione di previsto dal 2° comma dell’articolo 16 del d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021.
Il MOCAS ed il Codice di condotta, elaborati sulla base delle linee guida pubblicate dalla Federazione Italiana Motonautica (di seguito FIM) – federazione alla quale ASDEC è affiliata -, è stato adottato da ASDEC con delibera assunta dal Consiglio Direttivo di ASDEC in data. 14 marzo 2025.
ART. 1 – AMBITO DI APPLICAZIONE
Il MOCAS vincola e deve essere rispettato da:
- Tesserati FIM dell’Associazione;
- chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività sportiva dell’Associazione.
ART. 2 – FINALITÀ DEL MODELLO
- Con il MOCAS l’Associazione adotta ogni misura necessaria per favorire il pieno sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e sociale dell’Atleta, la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva
nonché la piena consapevolezza di tutti i Tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele.
- Diritto fondamentale dei Tesserati è quello di essere trattati con rispetto e dignità in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito sociale, nonché di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e da ogni altra condizione di discriminazione, prevista dal decreto legislativo 11 aprile 2006,
- 198, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei Tesserati costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo. Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei Tesserati.
- Il MOCAS recepisce le disposizioni di cui al d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 e al d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, nonché le disposizioni emanate in materia dalla Giunta Nazionale del CONI e dalla FIM.
- In qualità di Associazione affiliata alla FIM, ASDEC previene e contrasta ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei Tesserati, in particolare se minori. A tal fine, informa i Tesserati dei rispettivi diritti, favorisce la diffusione delle politiche di safeguarding della FIM ed adotta misure e procedure per assicurare l’efficacia di tali politiche, anche mediante la formazione di lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, siano coinvolti nell’attività sportiva e siano a contatto con gli Atleti.
- Con l’approvazione del MOCAS e del Codice di condotta, ASDEC si impegna a perseguire i seguenti obiettivi:
- la promozione dei diritti di cui all’art. 2;
- la promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i Tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità, tutelando al contempo l’integrità fisica e morale di tutti i tesserati;
- la consapevolezza dei Tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
- l’individuazione e l’attuazione di adeguate misure, procedure e politiche di Safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni del Responsabile federale delle Politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
- la gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
- l’informazione dei Tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
- la partecipazione dei Tesserati alle iniziative organizzate dalla FIM nell’ambito delle politiche di Safeguarding adottate;
- il coinvolgimento di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva di ASDEC nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di Safeguarding delle rispettive Affiliate.
ART. 3 VALIDITÀ E AGGIORNAMENTI
Il Modello ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qualvolta risulti necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI e dalla FIM, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale CONI e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente CONI per le Politiche di “safeguarding” istituito con delibera della Giunta Nazionale CONI n. 255 del 25 luglio 2023.
Il MOCAS deve altresì essere aggiornato ogni qualvolta risulti necessario al fine di recepire le eventuali modifiche ed integrazioni delle linee guida adottate dalla FIM.
ART. 4 – INCLUSIVITÀ
ASDEC garantisce a tutti i propri tesserati e ai tesserati di altre associazioni e società sportive dilettantistiche che partecipino alle proprie iniziative sportive pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
ASDEC si impegna, anche tramite accordi, convenzioni e collaborazioni con altre associazioni o società sportive dilettantistiche, a garantire il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-relazionale, integrandoli nel gruppo di atleti tesserati per ASDEC loro coetanei.
ASDEC si impegna a garantire il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di vista economico o famigliare, favorendo la loro partecipazione alle attività dell’associazione.
ART. 5 – USO DEGLI SPAZI IN GESTIONE O IN USO AD ASDEC
Deve essere sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in
gestione o in uso ad ASDEC, durante gli allenamenti e le sessioni di prova di tesserati e tesserate minorenni, a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati.
Presso le strutture in gestione o in uso devono essere predisposte tutte le misure necessarie a prevenire qualsivoglia situazione di rischio.
Durante le sessioni di allenamento o di prova è consentito l’accesso agli spogliatoi esclusivamente agli atleti e alle atlete di ASDEC. Durante le sessioni di allenamento o di prova non è consentito l’accesso agli spogliatoi a utenti esterni o genitori/accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a soggetti sotto gli 8 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo-relazionale.
In caso di necessità, fermo restando la tempestiva richiesta di intervento al servizio di soccorso sanitario qualora necessario, l’accesso all’infermeria è consentito al medico sociale o, in caso di manifestazione sportiva, al medico di gara o, in loro assenza, a un tecnico formato sulle procedure di primo soccorso esclusivamente per le procedure strettamente necessarie al primo soccorso nei confronti della persona offesa. La porta dovrà rimanere aperta e, se possibile, dovrà essere presente almeno un’altra persona (atleta, tecnico, dirigente, collaboratore, eccetera).
ART. 6 – TRASFERTE
In caso di trasferte che prevedano un pernottamento, agli/alle atleti/e dovranno essere riservate camere, eventualmente in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle destinate a tecnici, dirigenti o altri accompagnatori, salvo nel caso di parentela stretta tra l’atleta e l’accompagnatore.
Durante le trasferte di qualsiasi tipo è dovere degli accompagnatori vigilare sugli/sulle atleti/e accompagnati/e, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante ai fini del presente Modello.
ART. 7 – INDIVIDUAZIONE DELLE FATTISPECIE CHE COSTITUISCONO VIOLAZIONE DEL MOCAS
- ASDEC individua le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione:
- abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del/la Tesserato/a, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
- abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena Tali
atti possono anche consistere nell’indurre un/a Tesserato/a a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell ‘uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
- molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
- abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un/a Tesserato/a a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il/la Tesserato/a in condizioni e contesti non appropriati;
- negligenza: il mancato intervento di un Dirigente, Tecnico o qualsiasi Tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal
suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. La negligenza può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del Tesserato;
- incuria: la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
- abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
- bullismo, cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possano mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un Tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
- comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su
etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social- economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
- I comportamenti rilevanti rimangono tali qualsiasi forma e modalità assumano, che siano tenuti di persona o tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network e blog.
ART. 8 SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONI
- Nei confronti di tesserati, dirigenti sportivi, tecnici ed atleti che tengano comportamenti che costituiscano violazione delle prescrizioni del MOCAS e/o del Codice di Condotta, ASDEC, fermi i provvedimenti degli Organi di giustizia federali, può assumere i provvedimenti disciplinari sotto previsti.
- In caso di urgenza, ASDEC può disporre la sospensione cautelare dalle attività sportive dell’incolpato.
- Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione (i) del rilievo e gravità della violazione commessa; (ii) della natura del rapporto giuridico intercorrente tra l’autore della violazione e l’Associazione; (iii) del ruolo e della responsabilità funzionale dell’autore.
- I provvedimenti disciplinari che ASDEC può assumere nei confronti dei propri soci tesserati FIM che abbiano tenuto comportamenti che costituiscono violazione delle prescrizioni del MOCAS e/o del Codice di Condotta sono i seguenti:
- Richiamo verbale: consiste in un richiamo verbale, ma formale, rivolto al tesserato FIM responsabile di mancanze di lieve entità;
- Ammonizione: consiste in un rimprovero rivolto a mezzo di un comunicato ufficiale, da affiggere alla bacheca presso la sede sociale;
- Esclusione per indegnità: consiste nella interruzione del rapporto associativo tra ASDEC ed il socio.
ART. 9 SANZIONI NEI CONFRONTI DEI COLLABORATORI RETRIBUITI
- I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti, in violazione
delle disposizioni del Modello e del Codice di condotta, sono definiti illeciti disciplinari. Nei loro confronti possono essere comminate le sanzioni indicate nell’articolo precedente, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa.
- In caso di violazioni talmente gravi da meritare l’esclusione per indegnità del collaboratore:
- richiamo verbale: per mancanze lievi;
- ammonizione scritta: per violazioni gravi e nel caso di recidiva successiva a richiamo verbale;
- risoluzione del contratto: per violazioni di gravità tale da minare ogni rapporto di fiducia con il collaboratore.
ART. 10 SANZIONI NEI CONFRONTI DEI VOLONTARI
Nei confronti dei volontari che operano a favore di ASDEC, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale per mancanze lievi;
- ammonizione scritta: per violazioni gravi e nel caso di recidiva successiva a richiamo verbale;
- risoluzione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio dell’Associazione, esclusione per indegnità: per violazioni di gravità tale da minare ogni rapporto di fiducia con il volontario.
ART. 11 RESPONSABILE CONTRO ABUSI, VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI
- Con lo scopo di prevenire e contrastare gli abusi, le violenze e
le discriminazioni sanzionate dal MOCAS e/o dal Codice di condotta e per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale dei soci ASDEC tesserati FIM, l’Associazione nomina, tra i propri Tesserati, un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. In caso di mancata nomina, il ruolo di Responsabile è ricoperto dal Legale Rappresentante.
- Il Responsabile deve avere i seguenti requisiti:
- essere in possesso della cittadinanza italiana;
- non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori a un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiori a un anno;
- non aver riportato, nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o inibizioni sportive definitive complessivamente superiori a un anno, da parte della FIM e del CONI o di Organismi Sportivi internazionali
- La nomina del Responsabile viene comunicata al Safeguarding Officer federale e ai soci ASDEC e viene pubblicata sul sito web di ASDEC.
- Il Responsabile dura in carica quattro anni e può essere
- Il Responsabile, opportunamente formato dalla FIM, agisce in modo autonomo e indipendente anche rispetto all’organizzazione sociale. Il Responsabile, così come il Responsabile federale delle Politiche di Safeguarding, accede alle strutture sportive e può svolgere accertamenti anche mediante audizioni e ispezioni senza preavviso; favorisce la collaborazione dei Tesserati e di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva.
- Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni:
- vigila sull’adozione e sull’aggiornamento del modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva nonché del codice di condotta;
- vigila sulle collaborazioni dei soggetti impegnati nell’attività sportiva con i minori e sull’acquisizione del loro certificato penale prima dell’instaurazione del rapporto;
- raccoglie le segnalazioni di eventuali condotte rilevanti e di eventuali violazioni del Regolamento Safeguarding federale, del MOCAS e del Codice di condotta e le trasmette, nel caso in cui valuti la segnalazione come non manifestamente infondata, al Responsabile federale delle Politiche di Safeguarding, il quale, nel caso in cui a sua volta valuti la segnalazione come fondata, la trasmette al Procuratore Federale per i relativi provvedimenti;
- adotta le opportune iniziative per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione di cui al precedente art. 2; dovrà definire e pubblicizzare i canali di comunicazione per segnalare casi di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute;
- definisce e pubblicizza i canali di comunicazione per ricevere le segnalazioni di casi di abuso o maltrattamento e stabilisce le procedure per la registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute; deve essere a tal fine creato un indirizzo e-mail dedicato, la cui password di accesso sia nel possesso esclusivo del Responsabile
- garantisce la confidenzialità e la riservatezza delle informazioni riguardanti casi di abuso o maltrattamento, essendo tenuto a trattare le informazioni sensibili in modo riservato e nel rispetto della privacy delle persone coinvolte;
- presenta annualmente, in occasione dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio relativo all’anno precedente, una relazione (i) sul rispetto del MOCAS e del codice di condotta; (ii) sulle attività da lui svolte nell’anno precedente; (iii) sull’adeguatezza del MOCAS, eventualmente sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine risolvere le criticità Tale relazione dovrà essere inviata, con cadenza annuale, al Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding.
- trasmette al Responsabile per le Politiche di Safeguarding
federale eventuali segnalazioni pervenute dai propri
Tesserati o dai soggetti che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività della Associazione, nel caso in cui valuti la segnalazione come non manifestamente infondata e comunque con il rispetto della riservatezza e della tutela del segnalante e di tutti i soggetti coinvolti e con la protezione dei dati contenuti nella segnalazione;
- fornisce ogni informazione e ogni documento eventualmente richiesti dal Responsabile per le Politiche di Safeguarding federale o dalla Procura federale:
- si coordina con il Responsabile federale per le Politiche di Safeguarding e cura il recepimento e l’attuazione delle relative raccomandazioni
ART. 12 SEGNALAZIONI
- Chiunque abbia il sospetto o la certezza di comportamenti di abuso, violenza e discriminazione a carico di un Tesserato, soprattutto se minorenne, deve darne immediata comunicazione al Responsabile (di persona, per le vie brevi, per iscritto anche in forma anonima, via posta elettronica all’indirizzo e-mail dedicato).
- Il Responsabile è tenuto a gestire le segnalazioni di comportamenti lesivi pervenutegli in modo tempestivo ed
- Il Responsabile, valutata la non manifesta infondatezza della segnalazione, avvisa, per iscritto, il Responsabile federale delle Politiche Safeguarding.
- Il Responsabile federale delle Politiche Safeguarding, valutata la fondatezza della segnalazione, la trasmette al Procuratore Federale per i relativi provvedimenti.
- Il Responsabile garantisce al segnalante ed a tutti i soggetti coinvolti riservatezza, piena tutela e protezione dei dati contenuti nella segnalazione.
- La segnalazione è sottratta all’accesso agli atti amministrativi e al diritto di accesso civico generalizzato.
- Le segnalazioni e le relative pratiche, indagini comprese, sono conservate per il tempo necessario alla risoluzione della segnalazione e non oltre cinque anni dalla comunicazione dell’esito della segnalazione stessa.
- ASDEC deve garantire l’adozione di apposite misure che prevengano qualsivoglia forma di vittimizzazione secondaria dei tesserati che abbiano in buona fede presentato una denuncia o una segnalazione o manifestato l’intenzione di presentarla o, ancora, assistito o sostenuto un altro tesserato nel presentarla, reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni.
ART. 13 OBBLIGHI INFORMATIVI E ALTRE MISURE
- ASDEC deve adottare adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione delle politiche di Safeguarding e la trasmissione delle informazioni, nel rispetto degli obblighi di riservatezza, prevedendo tra l’altro:
- l’obbligo sia di affissione del Modello e del Codice di condotta, nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile presso la sede dell’Associazione, sia la loro pubblicazione sulla homepage del sito web;
- l’obbligo di comunicazione della notizia dell’adozione del Modello e del Codice di condotta e dei relativi aggiornamenti,
via posta elettronica, ad associati, tesserati, collaboratori e volontari;
- l’obbligo di comunicazione dell’adozione del Modello e del Codice di condotta e dei relativi aggiornamenti al Responsabile dell’Associazione al Responsabile federale delle Politiche di Safeguarding;
- l’obbligo, al momento del tesseramento, di informare il Tesserato o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, del Modello e del Codice di condotta, nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile dell’Associazione;
- l’obbligo di immediata comunicazione di ogni informazione rilevante al Responsabile;
- adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione periodica presso i Tesserati delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi;
- adeguate misure per la diffusione di – o l’accesso a – materiali informativi finalizzati alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla consapevolezza dei Tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
- adeguate misure per la diffusione di – o l’accesso a – materiali informativi finalizzati alla sensibilizzazione e alla prevenzione relativamente ai disturbi alimentari negli sportivi;
- un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli Atleti, con riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di
abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;
- adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione presso i Tesserati di ogni altra politica di Safeguarding adottata dalla FIM nonché dall’Associazione.
CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE
redatto dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafi d’Epoca e
Classici ETS (di seguito Associazione o ASDEC ETS/ASD o, brevemente, ASDEC)
PREMESSA
Il presente Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione (di seguito Codice di Condotta) è stato redatto dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafi d’Epoca e Classici ETS (di seguito Associazione o ASDEC ETS/ASD o, brevemente, ASDEC), in esecuzione di quanto previsto dal 2° comma dell’articolo 16 del d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021. Il Codice di Condotta, elaborato sulla base delle linee guida pubblicate dalla Federazione Italiana Motonautica (di seguito FIM), è stato adottato da ASDEC con delibera adottata dal Consiglio Direttivo in data 14 marzo 2025.
ART. 1 ADOZIONE DEI CODICI DI CONDOTTA
- Con il presente documento ASDEC adotta ogni necessaria misura per favorire il pieno sviluppo fisico, emotivo, intellettuale, sociale dell’Atleta e la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva, nonché la piena consapevolezza di tutti i Tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele.
- Diritto fondamentale dei Tesserati è quello di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, prevista dal decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e di essere trattati con rispetto e dignità indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei Tesserati costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo. Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei Tesserati.
- Il presente documento recepisce le disposizioni di cui al d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 e al d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021 nonché le disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI in materia.
- ASDEC, in qualità di Associazione affiliata alla FIM, previene e contrasta ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei Tesserati, in particolare se minori, ed a tal fine informa i Tesserati dei propri diritti, favorisce la diffusione delle politiche di safeguarding della FIM e adotta misure e procedure per assicurare l’efficacia di tali politiche, anche mediante la formazione di lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, siano coinvolti nell’attività sportiva e siano a contatto con gli Atleti.
ART. 2 – AMBITO DI APPLICAZIONE
1.- Il Codice di Condotta deve essere rispettato da
- soci ASDEC che siano tesserati FIM;
- Atleti
- Dirigenti sportivi e
ART. 3 FINALITA’ DEL CODICE DI CONDOTTA
1.- Il Codice di Condotta stabilisce obblighi, divieti, standard di condotta e buone pratiche finalizzate:
- al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;
- all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana;
- alla piena consapevolezza di tutti i Tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
- alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca dignità, uguaglianza, equità e rispetto dei diritti dei Tesserati, in particolare se minori;
- alla valorizzazione delle diversità;
- alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;
- alla promozione, da parte di Dirigenti e Tecnici, del benessere dell’Atleta;
- alla effettiva partecipazione di tutti i Tesserati all’attività sportiva secondo le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
- alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.
2.- ASDEC è tenuto a fare quanto necessario per:
- rimuovere ogni ostacolo che impedisca la promozione del benessere dell’Atleta, in particolare se minore, ed il suo sviluppo psico-fisico secondo le aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità che lo caratterizzano;
- rimuovere ogni ostacolo che impedisca o limiti la partecipazione dell’atleta alle attività e che sia determinato da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
3.- Per favorire la realizzazione delle finalità di cui sopra e in particolare la prevenzione ed il contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, si stabilisce quanto segue:
- nei confronti di tesserati, dirigenti sportivi, tecnici ed atleti che tengano comportamenti che costituiscano violazione delle prescrizioni del MOCAS e/o del Codice di Condotta, ASDEC, fermi i provvedimenti degli Organi di giustizia federali, può assumere i provvedimenti disciplinari previsti dagli artt. da 8 a 10 del MOCAS. In caso di urgenza, ASDEC può disporre la sospensione cautelare dalle attività sportive dell’incolpato;
- ove, nell’ambito dell’attività sportiva di ASDEC, dovesse emergere l’esigenza di selezionare operatori sportivi nell’ambito giovanile, il Consiglio Direttivo è tenuto a stabilire apposite procedure dirette a: (i) garantire che i candidati siano idonei ad operare nell’ambito delle attività giovanili e in diretto contatto con i tesserati minori; (ii) determinare le verifiche minime, precedenti all’istaurazione del rapporto, e quelle periodiche successive; (iii) conservare la relativa documentazione, nel rispetto della normativa vigente;
- ASDEC è tenuta a fare quanto necessario per impedire ai propri tesserati, dirigenti, tecnici ed atleti: (i) l’assunzionedi più funzioni che siano tra loro incompatibili; (ii) il cumulo delle funzioni in capo a un unico soggetto. Ove emergano conflitti di interesse che possano ledere la trasparenza dell’attività associativa, gli interessati sono tenuti a comunicarli al Consiglio Direttivo, che assumerà i necessari provvedimenti per impedirne gli effetti;
- ASDEC provvede alla nomina di un incaricato cui viene attribuito il compito di far conoscere e diffondere, all’interno dell’associazione, le disposizioni ed i protocolli relativi alla protezione dei minori e di organizzare la partecipazione dei Tesserati ai corsi di formazione e di aggiornamento annuali, dedicati dalla FIM a tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai tesserati minori;
- Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è incaricato di elaborare e far approvare dal Consiglio Direttivo disposizioni che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni comunque ricevute o reperite relative a eventuali segnalazioni o denunce di violazione del MOCAS e del Codice di Condotta.
ART. 4 DOVERI E OBBLIGHI DEI TESSERATI
- Tesserati devono:
- comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
- astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
- garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
- impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
- impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
- instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
- prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
- affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
- collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
- segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
ART. 5 DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI SPORTIVI E TECNICI
- I Dirigenti sportivi e i Tecnici devono:
- agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
- astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
- contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;
- evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
- promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
- astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
- porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
- comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
- astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
- interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;
- impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
- segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
- dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
- sostenere i valori del sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;
- conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
- astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
- segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
ART. 6 DIRITTI, DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI
- Gli Atleti devono:
- rispettare il principio di solidarietà tra Atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
- comunicare le proprie aspirazioni ai Dirigenti sportivi e ai Tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri Atleti;
- comunicare a Dirigenti sportivi e Tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
- prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
- rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri Atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
- rispettare la funzione educativa e formativa dei Dirigenti sportivi e dei Tecnici;
- mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri Atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
- riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;
- evitare contatti e situazioni di intimità con Dirigenti sportivi e Tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
- astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;
- segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.
ART. 7 OBBLIGHI INFORMATIVI
Il codice di condotta è sottoposto alle stesse previsioni relative agli obblighi informativi di cui all’art. 13 del MOCAS.




